«Il mio impianto fotovoltaico produce poco» è un giudizio, e per darlo serve un numero di riferimento che quasi nessuno ha. La prima cosa da fare non è cercare la causa, ma stabilire se il calo esiste davvero: prendi la produzione attesa per il tuo tetto da PVGIS per il mese in corso, confrontala con quello che l’inverter fotovoltaico ha registrato negli ultimi giorni sereni, e guarda di quanto sei sotto. Come regola pratica, uno scarto di pochi punti percentuali è rumore: meteo, sporco, una giornata di foschia. Uno scarto grande, del 20% o addirittura della metà, che resta lì per più giorni di sole di fila è invece un guasto parziale, e i guasti parziali non accendono spie e non mostrano codici.
Quanto produce un impianto fotovoltaico da 6 kW al giorno (e quanto dovrebbe produrre il tuo)
Senza un numero di riferimento, «poco» non vuol dire niente. Nei preventivi si scrive «impianto da 6 kW», sulla scheda dei moduli e nella relazione di progetto «6 kWp», cioè kilowatt di picco: è la stessa cosa.
Secondo PVGIS, con una falda inclinata di 30° verso sud, ogni kWp installato produce in media al giorno:
| Città | Giugno, kWh al giorno per kWp | Dicembre, kWh al giorno per kWp | 6 kWp a giugno | 6 kWp a dicembre |
|---|---|---|---|---|
| Milano (Nord) | 5,00 | 1,84 | ≈ 30 kWh | ≈ 11 kWh |
| Roma (Centro) | 5,23 | 2,56 | ≈ 31 kWh | ≈ 15 kWh |
| Palermo (Sud) | 5,29 | 2,66 | ≈ 32 kWh | ≈ 16 kWh |
E la stessa cosa per taglia di impianto, prendendo Roma come riferimento centrale:
| Impianto | Roma, media di giugno | Roma, media di dicembre |
|---|---|---|
| 3 kWp | 3 × 5,23 ≈ 15,7 kWh al giorno | 3 × 2,56 ≈ 7,7 kWh al giorno |
| 6 kWp | 6 × 5,23 ≈ 31,4 kWh al giorno | 6 × 2,56 ≈ 15,4 kWh al giorno |
| 10 kWp | 10 × 5,23 ≈ 52 kWh al giorno | 10 × 2,56 ≈ 26 kWh al giorno |
Tre cose da leggere in queste tabelle. La prima: fra giugno e dicembre, sullo stesso tetto, il rapporto a Roma e a Palermo è di circa due a uno, a Milano di quasi tre a uno. Se a dicembre fai la metà di giugno non hai nessun problema, hai l’inverno. La seconda: d’estate il nord e il sud si somigliano molto più di quanto si creda: la differenza vera è d’inverno, quando Milano fa meno di tre quarti di Roma. La terza: sono medie pluriennali di dati satellitari (2005–2020) per una falda a 30° verso sud. Un tetto est-ovest, una falda quasi piatta, un mese piovoso o l’ombra di un albero spostano le cifre. Per questo il numero che ti serve non è quello di Roma: è quello del tuo tetto.
Calcolo della produzione attesa del fotovoltaico con PVGIS
PVGIS è il calcolatore del Centro comune di ricerca della Commissione europea, è gratuito e non chiede registrazione. Ti servono quattro informazioni che hai già:
- Dove sei: l’indirizzo o il punto sulla mappa.
- Quanti kWp hai installato: è sulla relazione di progetto o sulla comunicazione al distributore, ed è in genere il numero dei moduli moltiplicato per la potenza di ciascuno.
- L’inclinazione della falda in gradi.
- L’orientamento: sud, sud-est, est-ovest.
Il risultato è la produzione media per ogni mese dell’anno. Stampalo o salvalo: è il metro di paragone che ti mancava, e ti serve per anni.
Come si usa. Prendi il totale dell’ultimo mese completo dalla tua app e confrontalo con il valore PVGIS di quel mese. Poi fai lo stesso su qualche singola giornata serena, che è un confronto più severo e più utile: PVGIS ti dà la media del mese, quindi in una bella giornata di sole pieno dovresti stare sopra la media, non sotto.
Il confronto con la stessa settimana dell’anno scorso
Il secondo confronto lo fai in due minuti, perché i dati sono già nella tua app: la stessa settimana dell’anno scorso, e quella dell’anno prima. Lo storico dei mesi e dei giorni passati è lì, nell’app di monitoraggio.
Il limite di questo confronto: l’anno scorso non ha fatto lo stesso tempo di quest’anno. Quanto possa cambiare lo dice PVGIS: a Milano un giugno vale in media 150 kWh per kWp e varia di circa il 7% da un anno all’altro (deviazione standard di 10,6 kWh); gennaio vale 68 kWh e varia di quasi il 29% (19,3 kWh). Due giugni diversi possono quindi differire parecchio da soli, ed è esattamente il motivo per cui tanti proprietari archiviano un calo vero come «sarà stato il tempo». È un confronto che vale come sospetto, non come prova: se la settimana di quest’anno è molto sotto quella dell’anno scorso, vai a controllare con PVGIS e con i giorni sereni.
Un calo rispetto all’anno scorso può anche non voler dire niente. A settembre 2026 un tetto Enphase da 6,09 kWp ad Almere ha prodotto 480 kWh, il 10% in meno dei 531 di settembre 2025. Rispetto al meteo, però, era in linea: nei 28 giorni abbastanza soleggiati da poterli giudicare, il meteo permetteva 467 kWh e il tetto ne ha prodotti 468. Il calo veniva dal meteo.
Vale anche il contrario, però, ed è la sua forza: se l’anno scorso in quella settimana hai fatto 210 kWh e quest’anno ne fai 120, un salto di questa misura è troppo grande per liquidarlo come meteo senza controllare. Portalo subito al confronto con PVGIS sui giorni sereni: sul mese intero la deviazione standard qui sopra ti dice se sei fuori scala o dentro il rumore. E quando i numeri bassi arrivano in un inverno in cui El Niño è sui titoli dei giornali, che cosa una previsione stagionale può e non può dire sui tuoi kWh di dicembre, e come si separa in quei mesi il meteo da un guasto, è il tema della guida su inverno di El Niño e fotovoltaico.
Il confronto con il vicino: PVOutput
Il terzo confronto è quello che in Italia manca: guardare quanto sta facendo, nello stesso momento e con lo stesso cielo, un impianto vicino al tuo. Lo strumento è PVOutput, un servizio gratuito dove i proprietari caricano la produzione del proprio impianto e la confrontano con quella degli altri.
Non è la soluzione perfetta: il caricamento dei dati devi configurartelo, i confronti riguardano solo chi ha voluto iscriversi, e nella tua zona potrebbero essercene pochi. Ma un vicino con un impianto simile che ieri, sotto lo stesso cielo, ha fatto il doppio dei tuoi kWh è un’informazione difficile da confutare.
Se hai il contatore di produzione, la lettura a mezzogiorno e quella di un’ora dopo ti danno l’energia vera di quell’ora, senza passare da nessun cloud. Il metodo è nella guida su come capire se i pannelli solari funzionano.
E il portale GSE? Serve per i soldi, non per accorgersi di un calo
Se hai un impianto incentivato o in Scambio sul Posto, il posto dove guardi di solito è il portale GSE, o più spesso il bonifico. È il riflesso italiano, ed è comprensibile: lì ci sono i soldi. Come strumento per accorgersi che l’impianto produce poco, però, ha due difetti seri.
Il primo è che non è un dato in tempo reale: le misure che vedi sono quelle trasmesse dal distributore, non una lettura diretta del tuo impianto. Il secondo è che nessuno ti avvisa: la cura dell’impianto spetta al Soggetto Responsabile, cioè a te, e l’indirizzo e-mail sul fascicolo può benissimo essere quello di chi l’impianto te l’ha montato, come racconta il proprietario citato qui sotto. Il risultato è che il calo si scopre a valle, quando arriva un pagamento più basso del solito.
Salve a tutti, andando sul sito del GSE mi sono accorto che i dati sui rendimenti del mio impianto fotovoltaico sono fermi da settembre 2016, sono andato sul posto e l’inverter è morto. Visto che siamo a febbraio 2017 è oltre 4 mesi che è fermo e non me ne ero accorto!
Il giorno dopo lo stesso proprietario è tornato a controllare l’inverter di giorno, e funzionava: la prima volta ci era andato di notte. I quattro mesi non erano un fermo: erano i dati del portale GSE, fermi a settembre. Nella stessa discussione gli viene risposto che il GSE non notifica nulla e che spetta al Soggetto Responsabile curare il proprio impianto.
Usa il portale GSE per verificare cosa ti viene pagato. Per capire se produci poco, usa PVGIS e i giorni sereni.
Perché il mio impianto fotovoltaico produce poco: le cause in ordine di probabilità
Per un calo parziale del 10–30% su un impianto che fino a ieri andava, queste sono le cause in ordine di probabilità.
- Una stringa o un MPPT fermo. È la prima ipotesi su ogni impianto con inverter di stringa, ed è la più insidiosa: l’inverter fotovoltaico continua a funzionare con l’altra metà, mostra una potenza plausibile, la spia verde e nessun codice. Se hai due stringhe e ne perdi una, perdi circa metà della produzione senza che si accenda niente. Sul display dell’inverter le tensioni e le correnti delle due stringhe si guardano una accanto all’altra: una a zero ampere si vede subito.
- Un ottimizzatore o un microinverter morto. Sugli impianti con ottimizzatori o microinverter, un modulo fuori gioco toglie la sua fetta e basta: su venti moduli è il 5%, invisibile a occhio e dentro il rumore del meteo. Nell’app, la mappa dei pannelli mostra il modulo che non risponde.
- Distacchi per tensione di rete alta. Vedi la sezione qui sotto: è la causa che nessuno sospetta.
- Un’ombra che prima non c’era. L’albero del vicino è cresciuto, è arrivata una sopraelevazione, una canna fumaria, un’antenna. L’ombra si sposta con le stagioni, quindi il calo compare in certi mesi e non in altri, e in certe ore del giorno: il gradino nella curva della giornata è la firma dell’ombra.
- Sporco, polvere, guano, sabbia. Esiste, ma pesa meno di quanto si pensi, e la pioggia fa buona parte del lavoro. Vale la pena guardarci quando i moduli sono quasi piatti: su una falda poco inclinata l’acqua non scorre e lo sporco si accumula sul bordo basso.
- Neve, per chi sta in quota o al nord. Non è un guasto ed è temporanea.
- Il caldo. I moduli rendono meno quando sono caldissimi: è il motivo per cui un pomeriggio d’agosto a 38 °C spesso rende meno di una giornata limpida di maggio. È fisiologico, ed è già dentro le medie di PVGIS.
- La degradazione dei moduli. Lenta, progressiva, spalmata su decenni. Vedi sotto perché non può spiegare quello che stai vedendo.
E una causa che non è un calo di produzione ma ci somiglia: il contatore. Se conta meno di quanto l’impianto produce, tu perdi soldi lo stesso, ma il colpevole non è sul tetto.
ricontrollando i dati del vecchio contatore e dell’inverter riscontro una differenza di 3000 kw … il contatore non mi ha contato il 33% della mia produzione e questo da quando il mio impianto è entrato in servizio 18/02/2013 … da progetto il mio impianto dovrebbe ipoteticamente permettermi di produrre 4090kw annui e che quindi 3000 kw in meno sono quasi un’anno di non produzione.
Due anni e mezzo di scarto fra l’inverter e il contatore prima che qualcuno confrontasse due numeri che erano lì tutti e due.
Inverter fotovoltaico in blocco per tensione alta: la causa invisibile
È l’unica causa di questa lista in cui l’impianto è sano e perde comunque energia. Se la tensione della rete elettrica al tuo punto di connessione (la rete del distributore, non quella di casa e tanto meno il Wi-Fi) sale oltre il limite consentito, l’inverter fotovoltaico riduce la potenza o si stacca, come è tenuto a fare, e riprende quando la tensione rientra. Succede tipicamente sulle linee lunghe, in campagna o in fondo a una dorsale con molti impianti. Non è un guasto e non avvisa nessuno: nell’app vedi solo un mezzogiorno stranamente piatto, o una giornata un po’ scarsa. Il caso opposto, cioè la rete che manca del tutto invece di uscire dai limiti, ha una guida sua: blackout e fotovoltaico.
La difficoltà in più è che i distacchi durano minuti e i portali registrano a intervalli: possono sparire fra un campione e l’altro. Un proprietario l’ha scritto così:
sul portale solaredge il campionamento è probabilmente a una frequenza che non permette di individuare i picchi di distacco
Se il tuo calo si concentra nelle ore centrali delle giornate più soleggiate, cioè quando tutti gli impianti della zona spingono insieme e la tensione di linea sale, questa è la prima ipotesi da verificare. Il tema, con cosa chiedere al distributore, è nella guida su inverter fotovoltaico offline o che non produce.
La degradazione non spiega un calo del 20%
È la spiegazione che viene offerta più spesso, e quasi sempre a sproposito. La degradazione dei moduli è per costruzione lenta: dell’ordine di mezzo punto percentuale all’anno, cioè circa il 12–15% dopo venticinque o trent’anni. Comunque sia, su base annua sta dentro il rumore del meteo: invisibile senza uno storico lungo.
Se stai vedendo il 20%, il 30% o la metà, la degradazione non c’entra. Un calo di quella misura ha una causa fisica e recente, e va cercata nella lista qui sopra. Vale anche il segnale temporale: la degradazione è lentissima e uniforme, mentre una stringa che si ferma è un gradino, in un giorno preciso. Se sul calo riesci a mettere una data, non è invecchiamento.
Impianto fotovoltaico nuovo che produce poco: agisci adesso
È un caso a parte e ha una fretta sua. Su un impianto appena allacciato le cause tipiche non sono i pannelli ma la messa in servizio: una stringa non collegata o invertita, un MPPT non configurato, ottimizzatori o microinverter non abbinati tutti, un orientamento reale diverso da quello del preventivo, un’ombra che nessuno era andato a guardare d’inverno.
Tu però hai due vantaggi che gli altri non hanno. Hai la produzione attesa scritta nella relazione di progetto, quindi il numero di riferimento ce l’hai già senza passare da PVGIS. E sei dentro tutte le garanzie, compresa quella dell’installatore sull’installazione. Confronta il primo mese completo con il numero del progetto e con PVGIS, e se sei sotto in modo consistente scrivi all’installatore subito, per iscritto, con i tuoi numeri accanto ai suoi. È molto più facile adesso che fra tre anni.
Quanto ti costa aspettare
Un calo parziale costa meno al giorno di un fermo totale, ma dura molto di più, perché nessuno se ne accorge.
Il conto che un proprietario fa sui suoi numeri, per un fermo estivo che dovesse capitargli:
nel mio caso impianto in seconda casa, se mi si guasta di estate di lunedi devo aspettare il WE dopo, poi un altra settimana per ripararlo se riparabile o 15gg. se devo ricomprarlo, di giugno, sono 300kwh a 42cent +SSP circa 150€ persi
E il caso limite, del 2010: un contatore di produzione che in quattro mesi aveva registrato quasi nulla.
Impianto allacciato alla rete a fine settembre. In 4 mesi il contatore di produzione ha registrato circa il 5% della produzione attesa.
Nessuna app del produttore ti dirà «ieri hai prodotto poco»
Il motivo è strutturale: per dire che ieri hai prodotto poco bisogna sapere che tempo ha fatto sul tuo tetto ieri, e le piattaforme dei produttori non lo sanno. Vedono i tuoi kWh e basta.
- SolarEdge. Non esiste nessun avviso che confronti la tua resa con quella attesa: le uniche voci legate alla produzione sono guasti duri, come l’inverter surriscaldato che ha smesso di produrre o una stringa che produce pochissima energia. Un impianto acceso, che comunica e che silenziosamente rende molto meno del possibile non genera nulla. In più, le regole degli avvisi vivono nell’account dell’installatore, e perché una notifica raggiunga il proprietario serve un permesso concesso dall’installatore («Expose to alerts notifications»). Anche per il silenzio totale la soglia è di almeno 3 ore senza comunicazione, recapitata per impostazione predefinita in un riepilogo giornaliero. I codici che l’inverter mostra quando il guasto è netto sono nella guida ai codici errore SolarEdge.
- Enphase. Fa più delle altre due, ma nemmeno lei copre questo caso. Un microinverter che non segnala per 12 ore di luce produce un «Warning» in app, senza notifica; la notifica parte quando almeno il 10% dei microinverter tace per cinque giorni consecutivi, e solo sui canali (SMS, e-mail o notifica push) che il proprietario ha scelto nelle sue preferenze. Un avviso legato alla resa esiste (la produzione dell’impianto che scende sotto una Production Threshold), ma solo se l’installatore l’ha impostata; se non l’ha fatto, non c’è nulla. La stessa condizione si chiama «Production Issue» nel portale dell’installatore e «Low Solar Production» nell’app.
- Growatt. Gli avvisi documentati riguardano guasti e allarmi, più i report giornalieri o mensili: nessuna voce confronta la resa con l’attesa. E stanno tutti da una parte sola: sono tre caselle da spuntare (avvisi, report giornalieri, report mensili) che esistono solo nel portale web di ShineServer, non nell’app del proprietario, e sono legate alla casella di posta inserita quando l’impianto è stato messo in servizio: se lì c’è l’indirizzo dell’installatore, gli avvisi vanno a lui. Vale la pena andare a vedere nel portale in che stato sono e quale indirizzo c’è scritto. Per i codici che invece l’inverter mostra davvero c’è la guida sugli errori 203 e 117 di Growatt.
È il motivo per cui «produce poco» è la classe di guasto che si scopre più tardi di tutte: non c’è una spia, non c’è un codice, non c’è un’e-mail, e l’unico confronto che lo rivelerebbe, fra quello che hai prodotto e quello che quel giorno di sole avrebbe potuto dare, è quello che nessuno degli strumenti che hai in mano fa al posto tuo. Solmiro lo fa ogni giorno: confronta la produzione di ieri con la resa attesa per il meteo sopra il tuo tetto e ti scrive un’e-mail quando qualcosa non va. Collegare l’inverter è gratis.
Cosa mostra il controllo quotidiano su un tetto vero
Sullo stesso tetto di Almere, agosto 2026 ha chiuso al 97% di quanto il meteo permetteva e settembre al 100%:
| Mese (giorni confrontabili) | Permesso dal meteo | Prodotto | Rapporto |
|---|---|---|---|
| Agosto 2026 (10) | 221 kWh | 214 kWh | 97% |
| Settembre 2026 (28) | 467 kWh | 468 kWh | 100% |
I singoli giorni oscillano molto di più. A settembre il rapporto è andato dal 66% del 18 settembre (15,0 kWh prodotti su 22,7 permessi) al 217% del 2 settembre, ad agosto dal 68% al 152%. Nessuno dei giorni più bassi del 2026 era un guasto: nei giorni confrontabili successivi il tetto era di nuovo sopra il 100%. Per questo Solmiro non avvisa mai per una giornata sola.
Le domande che fanno i proprietari
Quanto produce un impianto fotovoltaico da 6 kW al giorno?
Dipende dal mese, dalla zona, dall'inclinazione e dall'orientamento della falda. Per dare un ordine di grandezza: PVGIS 5.2, per una falda a 30° verso sud con perdite di sistema del 14%, dà nel mese di giugno una media giornaliera di 5,00 kWh per kWp a Milano, 5,23 a Roma e 5,29 a Palermo, cioè circa 30, 31 e 32 kWh al giorno per un impianto da 6 kWp. Il numero che conta però è quello del tuo tetto: PVGIS te lo calcola inserendo indirizzo, potenza, inclinazione e orientamento.
Quanto produce un impianto fotovoltaico da 6 kW a dicembre?
Molto meno che a giugno, ed è normale. Sempre da PVGIS 5.2 per una falda a 30° verso sud, la media giornaliera di dicembre è 1,84 kWh per kWp a Milano, 2,56 a Roma e 2,66 a Palermo: per un impianto da 6 kWp fanno circa 11, 15 e 16 kWh al giorno. A Milano dicembre vale poco più di un terzo di giugno, a Roma e a Palermo circa la metà. Un dicembre a metà di giugno non è un guasto; un giugno a metà di giugno sì.
Perché il mio impianto fotovoltaico nuovo produce poco?
Su un impianto appena allacciato le cause più frequenti non sono i pannelli ma la messa in servizio: una stringa non collegata o collegata male, un MPPT non attivo, ottimizzatori o microinverter non abbinati, un orientamento o un'ombra che il preventivo non aveva considerato. Hai un vantaggio che gli altri non hanno: la relazione di progetto con la produzione attesa e tutte le garanzie ancora aperte. Confronta il primo mese con PVGIS e con il numero del progetto, e scrivi all'installatore mentre sei ancora dentro la garanzia sull'installazione.
Come si calcola la produzione attesa del fotovoltaico con PVGIS?
PVGIS è il calcolatore del Centro comune di ricerca della Commissione europea. Inserisci la posizione dell'impianto, la potenza installata in kWp, l'inclinazione della falda e l'orientamento, e ottieni la produzione media mese per mese, ricavata da sedici anni di dati satellitari (2005–2020). È una media climatica, non il meteo di ieri: serve per capire se sei nella fascia giusta per il mese, non per giudicare una singola giornata.
L'app del produttore mi avvisa se produco meno del previsto?
No. SolarEdge non ha un avviso che confronti la tua resa con quella attesa: i suoi avvisi di produzione scattano solo per guasti duri, e un impianto acceso e connesso che produce silenziosamente molto meno del possibile non genera niente. Su Enphase esiste una soglia di produzione, ma solo se l'installatore l'ha impostata. Il motivo è strutturale: per dire «ieri hai prodotto poco» bisogna sapere che tempo ha fatto sul tuo tetto, e le app dei produttori non lo sanno.