Inverno El Niño 2026-27 e fotovoltaico: produce poco per il meteo o è un guasto?

El Niño «very strong» nell'inverno 2026-27 non decide quanto produce il tuo fotovoltaico a dicembre. Quanto fa un impianto e come distinguere meteo e guasto.

A Roma un tetto esposto a sud fa a dicembre circa il 5% della sua produzione annua, a Milano il 4,5%, qualunque cosa faccia El Niño. Il NOAA dà oltre il 90% di probabilità a un evento «very strong» per l’autunno e l’inverno 2026-27, ma per l’Europa Arpa Piemonte descrive un’influenza indiretta, ritardata e mediata da altri fattori atmosferici, e il servizio meteorologico nazionale avverte che le previsioni a lungo termine non danno il tempo di una singola località. Se a dicembre il tuo impianto produce poco, a separare un mese scuro da un guasto sono solo i tuoi kWh giornalieri, confrontati con il meteo che c’è stato davvero sopra casa tua.

Che cosa dice il NOAA su El Niño e l’inverno 2026-27

Nel bollettino del 10 settembre 2026 il Climate Prediction Center del NOAA dichiara lo stato di «El Niño Advisory» e scrive che El Niño si sta rafforzando, con una probabilità superiore al 90% di un evento molto forte durante l’autunno e l’inverno 2026-27 nell’emisfero settentrionale, e del 75% che fra ottobre e dicembre superi in intensità tutti gli eventi registrati dal 1950.

Sono numeri sulla temperatura dell’oceano. Sugli effetti il bollettino è più cauto: con un evento di questa portata, scrive, le probabilità di osservare impatti coerenti con El Niño sono maggiori, ma non garantite.

El Niño e l’inverno in Italia: che cosa dicono le agenzie

Arpa Piemonte, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, scrive che El Niño non produce effetti identici in ogni area del pianeta: in Europa la sua influenza è indiretta, ritardata (gli effetti si avvertono perlopiù dall’autunno inoltrato) e mediata da altri fattori atmosferici. Per il Piemonte si aspetta un autunno e un inizio d’inverno miti e molto umidi, con precipitazioni anche abbondanti, e irruzioni di aria fredda nella parte finale dell’inverno. È una tendenza per il Piemonte, non per tutta Italia, e l’agenzia stessa precisa che si tratta di andamenti medi sul lungo periodo, che non escludono singoli episodi locali più altalenanti.

Un andamento medio sul lungo periodo è esattamente ciò che non può dirti che cosa è successo sul tuo tetto nella seconda settimana di dicembre.

Il servizio meteorologico nazionale lo dice ancora più chiaramente

Le previsioni mensili dell’Aeronautica Militare, Servizio Meteorologico, si aprono con un avvertimento: le previsioni a lungo termine non danno l’evoluzione del tempo in una singola località o in un momento preciso della giornata, ma solo indicazioni di probabilità su quanto un parametro meteo si scosterà dalla norma, cioè tendenze.

Un tetto è una singola località, e una settimana storta di dicembre è un momento preciso. Nemmeno un titolo di giornale costruito su una previsione stagionale, quindi, può dirti quanto avrebbero dovuto produrre i tuoi pannelli in quella settimana.

Quanto produce il fotovoltaico a dicembre, comunque vada

Qualunque cosa faccia El Niño, d’inverno il sole è basso e le giornate sono corte, e questo si vede nei numeri prima di ogni altra cosa. PVGIS, lo strumento della Commissione europea (Joint Research Centre), calcola la produzione attesa di un impianto a partire da dati di radiazione solare e dati meteo.

Per 1 kWp di silicio cristallino esposto a sud, con inclinazione di 30° e perdite di sistema del 14%, PVGIS dà queste medie (periodo 2005-2023):

MeseRoma (kWh per kWp)Milano (kWh per kWp)
Novembre83,9863,29
Dicembre78,7860,83
Gennaio85,2172,79
Febbraio97,7083,95
Luglio, per confronto169,70161,59
Anno intero1.495,361.353,77

Da questa tabella:

  • dicembre-febbraio vale 17,5% dell’anno a Roma e 16,1% a Milano;
  • novembre-febbraio vale 23,1% a Roma e 20,7% a Milano;
  • dicembre da solo vale 5,3% dell’anno a Roma e 4,5% a Milano;
  • dicembre produce il 46% di luglio a Roma e il 38% a Milano.

Sono medie di lungo periodo per un tetto ideale, senza ombre, orientato a sud: il tuo ha un’altra inclinazione, un altro azimut e quasi certamente qualche ombra. PVGIS è pubblico e gratuito e rifà il conto sul tuo indirizzo in un minuto.

Su un impianto da 6 kWp a Roma vuol dire circa 33 kWh al giorno a luglio e circa 15 kWh al giorno a dicembre; a Milano si passa da circa 31 a circa 12. Che il fotovoltaico produca poco in inverno, insomma, è normale: anche su un impianto sano dicembre fa meno della metà di luglio.

A questo si aggiunge quello che il cielo fa davvero: nuvole, pioggia, neve sui moduli, una giornata di tempesta. Quanto tutto questo pesi sul tuo tetto in una settimana precisa, nessuna previsione lo dice.

E se sul tuo tetto è passata una grandinata o un temporale forte, quella è un’altra domanda e ha una sua guida: pannelli solari dopo la grandine.

A dicembre un guasto ha l’aspetto del meteo

Ecco come è andata a due proprietari che non guardavano i dati ogni giorno. Il primo se n’è accorto per caso; il secondo dalla bolletta, con sei mesi di ritardo.

E’ capitato ancora, per la seconda volta in due anni: mi sono perso 40 giorni di produzione fotovoltaica senza che me ne accorgessi, fra l’altro nel periodo più produttivo dell’anno ovvero dal 10 maggio al 17 giugno. […] sentendo l’installatore mi suggeriva di tenere controllato spesso il monitoriaggio, ma quando tutto va non viene poi più spontaneo farlo…

— Forum Elettrico, 18 giugno 2021

Quaranta giorni, e nel periodo migliore dell’anno, quando un numero basso avrebbe dovuto saltare all’occhio. A dicembre non salta all’occhio niente.

L’altra via è la bolletta. Un proprietario con un impianto SolarEdge non si è accorto di nulla fino a settembre 2021, quando gli è arrivata una bolletta inattesa; nei dati di monitoraggio la produzione calava in modo evidente già da marzo (Solar Panel Talk, 2022). Fra l’inizio del calo e la scoperta ci sono sei mesi, e a chiuderli è stata la bolletta, non il portale di monitoraggio.

Il controllo che distingue il meteo da un guasto

Un altro proprietario, sul forum MoneySavingExpert, aveva visto la produzione un po’ più bassa del solito fin dall’installazione e l’aveva attribuito al tempo più nuvoloso e al deterioramento dei pannelli; l’inverter sembrava funzionare bene e non dava alcun messaggio di errore. Quando è andato a guardare, una delle due stringhe aveva la tensione giusta e corrente zero, e non produceva nulla (MoneySavingExpert, 2019).

Il rischio di quest’inverno è che per tre mesi ci sia, a portata di mano, una spiegazione pronta e plausibile per qualunque numero basso: un inverno mite e molto umido, o un titolo su El Niño. E una spiegazione che non puoi verificare è il posto migliore in cui un guasto passa l’inverno.

Perché dicembre dell’anno scorso non è un riferimento

Perché l’anno scorso era un altro dicembre, e né una media di lungo periodo né una tendenza stagionale sanno che cosa è successo sopra il tuo indirizzo in quei sette giorni.

Il confronto che funziona è un altro: i tuoi kWh giornalieri contro il meteo che quei giorni hanno avuto davvero sopra casa tua. Il materiale ce l’hai già: l’app del produttore, o il report mensile, danno la produzione giorno per giorno. Il metodo, passo per passo, è nella guida sul confronto con la produzione attesa: perché il mio impianto fotovoltaico produce poco.

Che cosa guarda un controllo giornaliero

Tre cose, e nessuna di più:

  1. Un fermo completo. Produzione zero in una giornata in cui zero non ha senso.
  2. Dati che smettono di arrivare. Che non è la stessa cosa di «non produce»: l’impianto può lavorare mentre il datalogger tace, e il datalogger può tacere mentre l’impianto è fermo. La distinzione, marca per marca, è qui: inverter fotovoltaico offline o non produce.
  3. Uno scarto rilevante rispetto a un’attesa calibrata. Non «poco» in astratto, ma poco rispetto a quello che quel giorno, con quel meteo, su quel tetto, era lecito aspettarsi.

Puoi guardarle a mano ogni mattina, se hai la costanza che il proprietario del forum dice di non aver avuto. Solmiro le guarda ogni giorno al posto tuo: confronta la produzione di ieri con la resa attesa per il meteo sopra il tuo tetto e ti scrive un’e-mail quando qualcosa non va. Collegare l’inverter è gratis.

Le domande che fanno i proprietari

El Niño farà produrre di meno il mio impianto fotovoltaico quest'inverno?

Non direttamente. Il NOAA dà più del 90% di probabilità a un evento «very strong» nell'inverno 2026-27, ma il dato riguarda l'oceano, e sugli effetti il bollettino scrive solo che sono più probabili, non garantiti. Per l'Europa Arpa Piemonte descrive un'influenza indiretta, ritardata e mediata da altri fattori atmosferici. E dicembre resta comunque una piccola parte del tuo anno: circa il 5% su un tetto esposto a sud a Roma.

Quanto produce un impianto fotovoltaico da 6 kW al giorno in inverno?

Secondo PVGIS, 1 kWp esposto a sud con inclinazione di 30° fa a dicembre 78,78 kWh a Roma e 60,83 kWh a Milano. Su 6 kWp sono 472,7 kWh e 365,0 kWh nel mese, cioè circa 15,2 e 11,8 kWh al giorno. Sono medie di lungo periodo per un tetto ideale: rifai il conto sul tuo indirizzo.

Come faccio a capire se dicembre è andato male per il meteo o per un guasto?

Confrontando i tuoi kWh giornalieri con il meteo che c'è stato davvero sopra il tuo indirizzo in quei giorni, non con dicembre dell'anno scorso e non con una previsione stagionale. Un fermo completo, dati che smettono di arrivare e uno scarto rilevante rispetto a un'attesa calibrata sono tre cose diverse, e solo la terza si confonde con il meteo.

Posso confrontare dicembre con dicembre dell'anno scorso?

Ti dice qualcosa, ma non chiude la questione: l'anno scorso era un altro dicembre. Arpa Piemonte, parlando di queste tendenze, scrive che «si tratta di andamenti medi sul lungo periodo, che quindi non escludono locali singoli episodi più altalenanti». Due dicembre possono essere molto diversi senza che nulla sia rotto, e possono somigliarsi anche con una stringa ferma.

Che cosa vuol dire «very strong» per il NOAA?

È l'espressione che il Climate Prediction Center usa nel bollettino ENSO del 10 settembre 2026, senza un numero attaccato. La pagina ufficiale dell'Oceanic Niño Index fissa una sola soglia, ±0,5 °C per almeno cinque stagioni trimestrali sovrapposte consecutive, e non pubblica bande numeriche per i livelli di intensità. «Very strong» è quindi una qualifica del bollettino, non un valore.

La prossima volta

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Se qualcosa si guasta, le settimane prima che qualcuno se ne accorga di solito costano più della riparazione.

Solmiro confronta ogni giorno la produzione del tuo inverter con il meteo sopra il tuo tetto. Ti scrive solo quando qualcosa non va: nessuna produzione in un giorno che la consentiva, un inverter che si è zittito o una resa molto sotto quella che quel meteo avrebbe dovuto dare. Non devi installare né aprire nulla.

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Fonti (9)

  1. NOAA Climate Prediction Center — ENSO Diagnostic Discussion, 10 settembre 2026 cpc.ncep.noaa.gov
  2. NOAA Climate Prediction Center — Oceanic Niño Index (ONI) cpc.ncep.noaa.gov
  3. Arpa Piemonte — «Come El Niño potrebbe influenzare l'autunno e l'inverno in Piemonte», 9 settembre 2026 arpa.piemonte.it
  4. Aeronautica Militare, Servizio Meteorologico — Previsioni mensili (18 settembre 2026) meteoam.it
  5. PVGIS 5.3 (Commissione europea, JRC) — produzione mensile, Roma, 1 kWp re.jrc.ec.europa.eu
  6. PVGIS 5.3 (Commissione europea, JRC) — produzione mensile, Milano, 1 kWp re.jrc.ec.europa.eu
  7. PVGIS (Commissione europea, JRC) — strumento di calcolo della produzione fotovoltaica re.jrc.ec.europa.eu
  8. MoneySavingExpert — «Faulty Inverter or Panels?», 10 giugno 2019 forums.moneysavingexpert.com
  9. Solar Panel Talk — «Solar Edge major unresolved problem», 4 ottobre 2022 solarpaneltalk.com

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